DAL 23 SETTEMBRE AL 5 OTTOBRE 2014

Da martedì a sabato ore 20.45

Domenica ore 17.00

 

EX AMLETO

Di W. Shakespeare

Da Roberto Herlitzka

Diretto e interpretato da Roberto Herlitzka

 

 

Roberto Herlitzka torna a Roma con il suo ExAmleto e va in scena al Teatro Lo Spazio, continuando una tournée che da oltre dieci anni tocca i maggiori teatri italiani riscuotendo successo di pubblico e critica. Uno spettacolo maturo, consapevole e ironico che vede Herlitzka unico protagonista di un monologo fedele al testo shakespeariano nelle parole, ma non nella struttura. L’attore-Amleto smonta infatti le battute della tragedia per mischiarle e ricomporle, riproponendo al pubblico solo le frasi del principe danese ed escludendo quelle degli altri protagonisti dell’opera.

Regista e attore della messinscena, Roberto Herlitzka fu invitato a inaugurare il ciclo “Incontri con Amleto” al Teatro della Villa di Walter Pagliaro. Egli stesso ammette d’essersi presentato per poter dire d'aver detto in scena almeno una volta le battute di Amleto. Mi sono illuso che esse bastassero ad evocare tutti i personaggi, l'intera vicenda e forse qualcos'altro ancora. E che quel qualcos'altro fosse il tempo, che, non essendo morto giovane neppure da Amleto in scena, ho avuto più di lui per ripensare il suo destino, e il mio; di ricordarli, soffrirli, meditarli, riderne, di recitarli insomma; come un attore che ha passato il tempo di dover fingere d'essere Amleto”.

 

 

Biglietto intero 12 euro

Biglietto ridotto 7 euro


DAL 7 AL 19 OTTOBRE 2014

dal martedì al sabato ore 20.45

domenica ore 17.00

 

Cubatea presenta 

Daniela Poggi

in

ANIMA ANIMALE

Testo e Regia di Luca De Bei

Musiche originali di Francesco Verdinelli


Un viaggio nel sorprendente mondo dei sentimenti ed emozioni degli animali attraverso racconti, testimonianze, storie di vita.

"Se per anima intendiamo la parte incorporea dell'essere, sede della sensibilità, del giudizio e della volontà, fonte dei pensieri, dei desideri e delle passioni, ebbene sì, gli animali hanno un'anima. Se per anima intendiamo il coraggio, i sentimenti nobili, gli istinti generosi di un essere considerato dal punto di vista morale, ebbene sì, gli animali hanno un'anima. Se per anima intendiamo un'entità immateriale, ma pur tuttavia sottile e sostanziale, che si separa dal corpo nel momento della morte; se per anima s'intende una copia conforme dell'essere, che riproduce fedelmente ciò che egli fu nella sua vita e che gli consente di continuare a vivere in un altro mondo, ebbene sì, gli animali hanno un'anima."  (JEAN PRIEUR)

Sono sempre più numerose le voci che si levano a difesa degli abitanti non umani che condividono con noi la vita sulla Terra. Come Monsignor Mario Canciani il parroco di San Giovanni dei Fiorentini a Roma, il “prete che non scaccia i cani dalla chiesa”. Sempre più numerosi sono anche coloro che sostengono che gli animali abbiano un’anima. Papa Giovanni Paolo II tempo fa invitò i teologi a studiare un nuovo tipo di rapporto uomo-animale, fino ad arrivare a sostenere che “anche gli animali hanno un soffio divino” mentre Papa Paolo VI rispose così ad un signore che raccontava del dolore per la morte del suo cane: “lassù lo ritroverai.”  Del resto chi vive quotidianamente con un cane o un gatto può tranquillamente testimoniare che questi animali hanno oltre all’intelligenza, all’istinto, a un loro linguaggio, alla capacità di rapportarsi a noi umani, anche una profonda sensibilità, una memoria inossidabile, la capacità di discernere tra bene e male, e poi il coraggio, la generosità, l’attitudine a prendersi cura, alla fedeltà, all’abnegazione. Di cosa altro dovrebbe essere dotato un essere vivente per poter affermare che possiede un’anima? Ma degli altri animali, quelli meno fortunati, quelli che vengono trattati come oggetti, stipati negli allevamenti intensivi prima di essere uccisi per finire sulla nostra tavola, cosa sappiamo? E di quelli selvaggi che vivono lontani da noi? Ebbene, attraverso storie di mucche coraggiose, galline caparbie, maiali innamorati, elefanti che si commuovono (oltre naturalmente a storie dei nostri amici cani e gatti) entreremo nel meraviglioso mondo della sensibilità animale.  Storie di vita condivisa tra umani e animali.


 

Biglietto intero 12 euro

Biglietto ridotto 7 euro


DAL 21 AL 26 OTTOBRE 2014


Dal martedì al sabato ore 20.45

Domenica ore 18.00

 

EDIPO IN COMPAGNIA


di  Alberto Bassetti
con Paolo Graziosi e Elisabetta Arosio

Musiche di Francesco Verdinelli

 

Un Uomo e una Donna, soli in una terra desolata, tra rovine di colonne greche e quel che resta di un altare pagano. Sono Edipo e sua figlia Antigone, che lo ha seguito fino a Colono, lei sempre così devota alle responsabilità degli affetti familiari; e se invece fosse l’altra figlia, Ismene? O semplicemente una compagna innamorata dell’uomo? L’Uomo dice di voler raccontare, anzi rivivere, come in una messa in scena, la storia sua, di Edipo, cioè del più sfortunato tra i mortali; o magari del più fortunato, colui che pur nella sofferenza è assurto a Mito, Simbolo, Emblema di molte sfaccettature della personalità umana, tra cui il coraggio di affrontare il proprio Destino: sembra perciò un Attore costretto a reiterare all’infinito la propria Storia; e quello forse è, realmente: recita un copione che non potrà mai cambiare, una storia disperata che però si accende nei duetti con la Donna che interpreta i vari personaggi che lui è costretto ad affrontare: i suoi falsi genitori che regnano su Corinto, Pòlibo e Mèrope; i compagni di giochi che gl’inculcano il sospetto di essere “un trovatello”; la Pizia, l’oracolo di Delfi; i guerrieri di Laio, che lui uccide; la Sfinge, di cui solo lui sa risolvere i quesiti; Creonte, reggente di Tebe e sua sorella Giocasta… Sempre più nello spettatore s’insinua il dubbio che l’Uomo e la Donna altro non siano che due sfortunati Attori che portano in giro questa vicenda fino a farla diventare la loro storia, un dramma che via via assume i toni della commedia ogni volta che i due discutono o battibeccano su questioni sempre più personali, in momenti pregni di affettuosa ironia e divertente estraneazione, raffrontando il mondo di un Attore con quello dell’Eroe: costretti loro malgrado, ma certo con consapevole e puntigliosa accettazione, nel confino di un Eterno Ritorno.

 

 Biglietto intero 12 euro

Biglietto ridotto 7 euro


DAL 27 AL 29 OTTOBRE 2014


 ore 20.45

 

 

SCHIFO - DRECK

di Robert Schneider

regia di Cesare Lievi
con Graziano Piazza


Un uomo è solo. Vende rose. La sera nei locali. E’ iracheno, di Bassora. E’ straniero: faccia strozzata in fondo alla gola, angelo nero che turba la trasparenza, traccia opaca, insondabile. Lo straniero ci abita: è la faccia nascosta della nostra identità. L’origine perduta, il radicamento impossibile, la memoria a perpendicolo, il presente in sospeso. Senza casa, egli propaga al contrario il paradosso dell’attore: moltiplicando le maschere non è mai del tutto vero né del tutto falso, giacché sa adattare agli amori e agli odi le antenne superficiali di un cuore di basalto. Lo straniero non ha sé. Giusto una sicurezza vuota, senza valore, che fa del suo essere costantemente altro, in balia degli altri e delle circostanze, l’asse delle sue possibilità. Io faccio ciò che si vuole da me, ma quello non è me – me è altrove, me non appartiene a nessuno, me non appartiene a me… me esiste?
Una lancinante e lucida accusa, questa di Robert Schneider  (autore qualche anno fa di un meraviglioso romanzo “Le voci del mondo”, Einaudi). Un monologo in cui viene svelata una dinamica scarsamente indagata quando si parla di stranieri e diversi, “ …un insolito esempio di teatro civile” come scriveva G. Raboni “capace di coinvolgere lo spettatore con gli strumenti specifici dell’emozione estetica”: la dinamica di una società che invece di accusare se stessa non esita ad attribuire agli altri – a quelli che non le appartengono – la colpa della propria decadenza. Lui, l’extracomunitario, illegale, fuggito dalla guerra del golfo, lo straniero che vende rose, è Dreck (Rifiuto), che insozza e va lavato via, eliminato; è Sad, che in inglese vuol dire triste, ma lui non è triste.

 

 

Biglietto intero 12 euro, biglietto ridotto 7 euro


DAL 4 AL 9 NOVEMBRE 2014

dal martedì al sabato ore 20.45

domenica ore 17.00

 

VECCHI TEMPI

di Harold Pinter

con Evelina Nazzari, Alessandro Pala, Maddalena Recino

Regia di Rosario Tronnolone

 

Un uomo e una donna, in una casa vicino al mare, aspettano a cena un’amica di lei. Sono passati vent’anni da quando le due donne si sono viste l’ultima volta, e la conversazione inevitabilmente si snoda sull’onda del ricordo e della rievocazione di un passato condiviso. E tuttavia i ricordi non coincidono, come tessere di un puzzle senza soluzione.
I personaggi creati da Pinter si muovono più a loro agio nel tempo che nello spazio, passano con disinvoltura dal presente al passato, prossimo o remoto, attraverso il ricordo o l’immaginazione, in un processo mentale a volte apparentemente inestricabile, in realtà perfettamente logico, stringente, sia pure con lacune, o ellissi narrative che lo spettatore è chiamato a riempire attraverso il proprio vissuto, attraverso la propria memoria, la propria esperienza, la propria immaginazione.
Pinter costruisce una partita a scacchi per tre giocatori: inevitabilmente ce n’è uno in più. Complice il trascorrere del tempo, complici i sentimenti (l’amore, l’amicizia), complice soprattutto quanto si ignora di chi ci è accanto e che ci illudiamo di conoscere fino in fondo, Pinter disegna un misterioso giallo dei sentimenti, la cui soluzione è solo accennata, intuita, come sospesa.

 Biglietto intero 12 euro